(dietro ogni blasfemo c'è un giardino incantato) (titolo originario di De André)
Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore dal momento che
Inverno mi convinse che Dio non sarebbe arrossito rubandomi il mio.
Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo, non mi uccise la morte,
ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte.
Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.
Quando vide che l'uomo allungava le dita a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni lo fermò con la morte,
inventò le stagioni. ... mi cercarono l'anima a forza di botte...
E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita, e non Dio,
ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantato.

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